Ancora Scalfari. Nell'abituale editoriale della domenica, ieri Scalfari denota lo stato di pre-fascismo in cui versa lo stato di diritto, nel totale oscuramento informativo della nazione, aggiungo io, anzi grazie al totale oscuramento informativo.
Non vi è dubbio che se le persone non vengono correttamente informate su cosa significhi avere l'esercito nelle città, su cosa significhi eliminare le intercettazioni, su cosa ci sia scritto sul trattato di lisbona (non lo sa quasi nessuno, nessuno sa recitare l'articolo 1 della "costituzione europea"), su cosa abbia fatto berlusca nella vita, ecc ecc, allora è evidente che il problema sta tutto nell'informazione stessa: non vi sono opinioni ed analisi dettagliate, non c'è né etica né morale, solo anni di panini al tg1-tg2-tg5 ecc. Non c'è spazio per la critica. Non vi è pluralità. E' ovvio che questo ha permesso il crearsi delle condizioni in cui gli italiani non sanno cosa davvero succede e non si rendono conto della gravità di certe cose.
E' buffo osservare come Scalfari abbia definito Grillo l'arci-italiano del peggio, accusato di toni fascisti, scritto dei simpatizzanti delle sue idee come degli "ospiti paganti", praticamente pecore adulanti e senza capacità critica. Ma Grillo non è quello del "Parlamento pulito" (via i condannati dal parlamento)? non è lo stesso dei 3 referendum per la libertà di informazione, assente adesso con imbavagliatura di tv, giornali, siti, blog, opinioni, tramite la legge gasparri, l'ordine dei giornalisti, rete4, mediaset-rai? Già è lo stesso.
Nel ruolo di ultimo uomo, unico a scrivere un articolo in cui si citi la parola fascismo, Scalfari ci fa una magra figura. Anticipato di gran lunga dal collega D'Avanzo che nelle ultime settimane ha cercato di richiamare la difesa a salire con i suoi articoli del sabato (begli articoli, magri risultati). Di più Scalfari ci fa una figura ridicola quando nello stesso articolo di ieri comincia a lamentarsi dei problemi che angustieranno i giornali con la legge sulle intercettazioni.
Davvero Scalfari non ti saresti immaginato dove si sarebbe potuto arrivare partendo da un lodo schifani qua, da una gasparri là, da un indulto giu, da una opposizione conciliante (e ora auspichi la rottura?), dalla cirami, dalla super-prescrizione? Davvero non te lo saresti mai immaginato? E chi dovrebbe lottare contro questo stato di cose? Chi? dici topo-gigio veltroni? Con quale forza magica?
Davvero dici che i semplici cittadini ben informati non sarebbero un'avversario migliore all'avanzare del neo-fascismo?
Sei ancora in tempo per firmare i referendum promossi da beppe grillo per una libera informazione, e per cominciare ad aiutarla davvero la libertà di informazione. Sì, proprio quella alla base dei problemi che lamenti.
lunedì 16 giugno 2008
Il risveglio del vecchio saggio
sabato 17 maggio 2008
mercoledì 7 maggio 2008
ES
Eugenio Scalfari. In questi ultimi 3-4 anni durante i quali ho sviluppato una coscienza più critica mi era via via apparso sempre più ambiguo. Ci sono personaggi che per autorevolezza, per cultura, per esposizione, si tende a ritenere "molto" (relativamente) super-partes, per me Scalfari era così. Prima. Adesso non più.
L'ultimo suo editoriale, del 4 maggio su La Repubblica, mi aveva un pò innervosito nel passaggio: "[...] Il Parlamento fu abolito, i partiti dissolti salvo il suo [di Mussolini ndr] che fu identificato con lo Stato, la libera stampa mandata in soffitta, come ha auspicato Beppe Grillo e le centinaia di migliaia dei suoi seguaci paganti nel "Vaffa-day" del 25 aprile. [...]".
Un passaggio tremendo nel quale Scalfari si contraddice e contraddice la verità in maniera indecorosa. Grillo ed i suoi "seguaci" (non paganti, ho fatto tutto gratis e a lui non ho dato un soldo bucato) cercano di liberarla la stampa. Mi si deve spiegare come il voler abolire l'ordine dei giornalisti introdotto da Mussolini, fascista, sia fascista ed auspicio di mancanza di libertà.
D'altra parte io non sono nemmeno un seguace di Grillo, sono all'opposto in importanti temi (ad esempio sono PER il finanziamento pubblico ai partiti, sono PER il finanziamento pubblico all'editoria ma quella ONLUS non quella SPA, sono PER la pubblicazione dei redditi sebbene con regole e modalità, come dice la legge, adeguate). Ma per Scalfari Grillo è il demonio. Grillo è ambiguo ma nei suoi soliloqui senza contraddittorio parla e mette in luce anche fatti veri e verificabili, non solo opinioni: i condannati in parlamento è un fatto; il finanziamento indiscriminato all'editoria è un fatto; ecc ecc.
Il post di Grillo oggi è illuminante di quanto anche Scalfari sia ambiguo e certamente non meritevole del riguardo che ha in giro. Non che io sia per gli attacchi ad personam, anzi, è evidente che Grillo ha deciso di difendersi attaccando; fa bene a mio parere, considerato che scredita anche i pseudo-seguaci e glissa totalmente sui dati di fatto che accennavo.
Viva la libertà di stampa. Il quarto potere ai cittadini, non hai partiti.
sabato 3 maggio 2008
Reddito ad personam
"Prima ti ignorano
poi ti deridono
poi ti combattono.
Poi vinci"
M.K. Gandhi
- Povero Grillo.
Era così scontato che i giornali lo attaccassero che l'unica cosa che mi stupisce è il numero di quanti frequentatori del blog di Grillo siano influenzabili da attacchi ad personam.
Sembra che essere ricchi sia una colpa. Chi è ricco non può criticare.
Se Grillo è ricco, 70 parlamentari condannati non lo sono più, diventano verginelle?
Se Grillo è ricco, 1 miliardo di soldi pubblici non vanno più a giornali privati?
Se Grillo è ricco, gli inceneritori sputano lavanda piuttosto che diossina e cancro?
Se Grillo è ricco, l'informazione in Italia diventa plurale e libera, Mediaset e Rai diventano indipendenti?
Se Grillo è ricco, Telecom, Parmalat, bond argentini, conflitti di interessi, società controllate con stessi proprietari delle controllanti, diventano quisquilie?
Se Grillo è ricco, i precari devono essere felici o forse devono al massimo essere più incazzati ancora??
Forse è più facile difendere diverse migliaia di persone con gli stracci, difendere ed organizzare alcune battaglie etiche e morali senza una lira, organizzare una contro(vera)-informazione senza mezzi, difendersi da attacchi legali con difese d'ufficio?
A me sembra tremendamente immorale giudicare una persona dal suo reddito.
Ma l'elemento che più mi fa arrabbiare è non conoscere i mezzi che la ragione ci mette a disposizione per manipolare persone e pensieri. Esiste tutta una categoria che permette di "avere ragione", tra questi l'attacco ad personam (attaccare la persona e non le specifiche iniziative, idee, contro-argomentando), fatto praticamente da tutti i giornali (il commento de la repubblica del 26 aprile mi fa accapponare la pelle, ed è proprio un esempio pratico di questa tecnica).
Nello specifico è così evidente che la questione del reddito sia ampiamente opinabile, che semplicemente non si può certo decidere con leggerezza se renderlo pubblico o no. Di fatto ho perso tempo a farmi io stesso una opinione, le posizioni di fondo sono due: 1) SI per maggiore trasparenza e per combattere l'evasione tramite l'esposizione in pubblica gogna (quindi permettendo segnalazioni più facili e realizzando pressione sociale); 2) NO perchè è un dato personale e permette alla malavita di ricattare con più facilità i commercianti conoscendone i redditi e mettendo altre persone a rischio sequestri.
Poi ci sono le sfumature. Ecco, la mia posizione è sfumata: si dovrebbe pubblicare, obbligatoriamente, il reddito di chi guadagna, diciamo, meno di 20 mila euro, quelli più alti solo se firmano una liberatoria. Ovviamente si può anche scegliere un valore diverso.
In questo modo se il tuo vicino è in lista ma ha il mercedes, evidentemente l'effetto pressione sociale e segnalazione è ancora garantito, invece un malavitoso non può farsi un'idea precisa del reddito di chi guadagna di più di una cifra certamente non da riccone: il barista del centro potrebbe guadagnare 20.100 euro, che non è roba certamente da nababbi.
lunedì 14 aprile 2008
Disfatta
Povera italia.
Un nuovo ventennio comincia a chiudersi, quello berlusconiano.
Venti anni della nazione buttati al vento, in condoni, clientelismo, corruzione, illibertà, distruzione del diritto e della giustizia, sprechi, baronati, egoismi. In mafiosi eroi.
sabato 12 aprile 2008
Chi ha la laurea in P2 e chi in diritto
Berlusconi iscritto alla P2, presidente del consiglio. Che paese è mai questo?
Fatti su Berlusconi:
- Iscritto alla loggia massonica P2 (vedi anche qua)
- Indagato almeno (vedi qui e qui) per:
- - Tangenti
- - Falso in bilancio
- - Corruzione di giudici
- - Falsa testimonianza
- Ridotto i tempi di prescrizione (i tempi oltre i quali non si può più essere processati)
- Pil 2001-2006 (Italia Europa)
- - 2001 +1,8% +2.0
- - 2002 +0,5% +1.2
- - 2003 +0,0% +1.3
- - 2004 +1,5% +2.5
- - 2005 +0,6% +1.7
- - 2006 +1,8% +3.0
Cosa esattamente è migliorato in 5 anni di berlusclown? Niente.
Condoni, peggioramenti dei parametri economici europei, controllo evasione fiscale zero, politica energetica zero, politica immigrazione inefficace, scuola università ricerca tutto come prima.
La legge 30 (maroni\biagi) è l'unica cosa che abbia inciso. Peccato che non hanno migliorato contestualmente gli ammortizzatori sociali ed i diritti dei lavoratori, ora lavorano il doppio di persone, ma alla metà del salario, e con un contratto da precario.
giovedì 6 marzo 2008
La seconda ragion d'essere
L'unica cosa positiva del fu governo prodi è stata la lotta all'evasione fiscale. Finora l'unica ragion d'essere del governo, a settimane, scorso. Un pò pochino per un governo di due anni. Certo siamo tutti consapevoli che berlusconi quater farà peggio, ma oggi è finalmente spuntata con mio immenso giubilo una seconda ragion d'essere di prodi, il cui attore è proprio il killer di questa legislatura: Mastella non si ricandida.
Giubilo. Festa. Tripudio. Allegria. Pace. Relax.
Mastella non ha fatto tutto da solo, è stato un suicidio atipico. Del bene lo hanno fatto i tanti blog verità su di lui (su tutti dementemastella.blogspot.com) . Adesso nessuno lo vuole più toccare, pare un appestato, e non mi suscita nessuna pena e non ho un alito di dubbio sulla sua "dis-integrità".
Mastella non sarà senatore della repubblica e mi mancano le parole. Ovvio rimane tanto di quello schifo (pensiamo ad andreotti, ma quello purtroppo è a vita), ma non si può essere che felici, un grande passo per un uomo (?) un piccolo passo per l'umanità.








