Vday

sabato 3 maggio 2008

Reddito ad personam

"Prima ti ignorano
poi ti deridono
poi ti combattono.
Poi vinci"

M.K. Gandhi

- Povero Grillo.
Era così scontato che i giornali lo attaccassero che l'unica cosa che mi stupisce è il numero di quanti frequentatori del blog di Grillo siano influenzabili da attacchi ad personam.

Sembra che essere ricchi sia una colpa. Chi è ricco non può criticare.
Se Grillo è ricco, 70 parlamentari condannati non lo sono più, diventano verginelle?
Se Grillo è ricco, 1 miliardo di soldi pubblici non vanno più a giornali privati?
Se Grillo è ricco, gli inceneritori sputano lavanda piuttosto che diossina e cancro?
Se Grillo è ricco, l'informazione in Italia diventa plurale e libera, Mediaset e Rai diventano indipendenti?
Se Grillo è ricco, Telecom, Parmalat, bond argentini, conflitti di interessi, società controllate con stessi proprietari delle controllanti, diventano quisquilie?
Se Grillo è ricco, i precari devono essere felici o forse devono al massimo essere più incazzati ancora??

Forse è più facile difendere diverse migliaia di persone con gli stracci, difendere ed organizzare alcune battaglie etiche e morali senza una lira, organizzare una contro(vera)-informazione senza mezzi, difendersi da attacchi legali con difese d'ufficio?

A me sembra tremendamente immorale giudicare una persona dal suo reddito.

Ma l'elemento che più mi fa arrabbiare è non conoscere i mezzi che la ragione ci mette a disposizione per manipolare persone e pensieri. Esiste tutta una categoria che permette di "avere ragione", tra questi l'attacco ad personam (attaccare la persona e non le specifiche iniziative, idee, contro-argomentando), fatto praticamente da tutti i giornali (il commento de la repubblica del 26 aprile mi fa accapponare la pelle, ed è proprio un esempio pratico di questa tecnica).

Nello specifico è così evidente che la questione del reddito sia ampiamente opinabile, che semplicemente non si può certo decidere con leggerezza se renderlo pubblico o no. Di fatto ho perso tempo a farmi io stesso una opinione, le posizioni di fondo sono due: 1) SI per maggiore trasparenza e per combattere l'evasione tramite l'esposizione in pubblica gogna (quindi permettendo segnalazioni più facili e realizzando pressione sociale); 2) NO perchè è un dato personale e permette alla malavita di ricattare con più facilità i commercianti conoscendone i redditi e mettendo altre persone a rischio sequestri.

Poi ci sono le sfumature. Ecco, la mia posizione è sfumata: si dovrebbe pubblicare, obbligatoriamente, il reddito di chi guadagna, diciamo, meno di 20 mila euro, quelli più alti solo se firmano una liberatoria. Ovviamente si può anche scegliere un valore diverso.
In questo modo se il tuo vicino è in lista ma ha il mercedes, evidentemente l'effetto pressione sociale e segnalazione è ancora garantito, invece un malavitoso non può farsi un'idea precisa del reddito di chi guadagna di più di una cifra certamente non da riccone: il barista del centro potrebbe guadagnare 20.100 euro, che non è roba certamente da nababbi.

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